Il racconto: Giallo

“Forse lo farò proprio oggi” pensò Bob. Poi, con decisione, quasi urlando chiamò: “Paula! Vieni subito qui!”
“Arrivo” rispose dall’altra stanza una voce stridula, sgradevole, quasi metallica.
Bob si irritò subito, al solo sentirla.
“Non la sopporto più” pensò ad alta voce.
Non si era mai affezionato a lei. La teneva con sé solo perché non poteva permettersi niente di meglio.
Era troppo vecchia ormai. Quasi 35 anni, davvero troppi.
Lui 23 anni, un brillante futuro da ingegnere biomedico davanti a sé. Paula non era alla sua altezza, non si meritava una così.
All’inizio doveva essere soltanto per assecondare i suoi genitori. “Dai Bob – gli avevano detto – così non sarai sempre solo e noi ci sentiremo più tranquilli.”
Paula non se ne era più andata e intanto erano passati quasi 5 anni. Aveva accettato con rassegnazione quella presenza, ma ora era davvero stufo.
Era sicuro che prima o poi l’avrebbe spinta giù dalla finestra.
La finestra dello studio – pensò – dà sul cortile interno. Nessuno passa mai da li. Così poi potrò recuperarla e sbarazzarmene.
Una volta per tutte.
Forse lo farò proprio oggi – pensò sottovoce.

“Eccomi qua Bob” – disse Paula scandendo lentamente, fastidiosamente, le parole – “di cosa hai bisogno? ”
Bob alzò lo sguardo, pensò nuovamente alla finestra dello studio e le disse: “Ho un prurito terribile, al collo, al petto, spesso anche sul viso. Non mi dà tregua e grattarmi mi ha solo procurato un sacco di pustule e altro prurito. Tra quindici giorni ho la cerimonia annuale di consegna delle borse di studio in Università e non posso certo presentarmi così.”
Intanto pensò che, forse, dopo la festa, avrebbe potuto passare un po di tempo non visto con Anna, l’assistente personale del suo amico Steve.
Poi, controvoglia, tornò al presente: stava male e doveva fare qualcosa.

Paula gli fece un velocissimo Chroma test, l’incredibile strumento diagnostico ideato da Max Luscher nel secolo scorso, basato sulla risposta combinata ad una serie di 16 diversi colori e ad altrettanti profumi a questi associati.
Una metodica ormai consolidata che Paula conosceva decisamente bene, anche nelle sfumature più sottili e con un ampio sguardo d’insieme, forte di un punto di vista realmente olistico.
Una opportunità per individuare, facilmente e con precisione, sia le problematiche di tipo organico, dermatologico, che quelle di tipo emozionale e psicologico.

Bob scelse istintivamente 4 colori, annusò, uno dopo l’altro i 4 profumi corrispondenti e riferì le sue impressioni, così che Paula potesse cominciare la sua diagnosi.
Tre le situazioni di maggiore importanza: la prima legata al giallo, la seconda al blu e la terza all’arancione.

Il giallo, il primo colore, disse, è il problema del momento, ed è decisamente correlato al fegato. Indica una forte necessità di depurare, di ritrovare un buon equilibrio tra le funzioni di sintesi, metaboliche, e quelle di eliminazione, cataboliche. Il risultato di questo squilibrio, della alterazione dell’omeostasi cutanea, era un vero e proprio processo infiammatorio.

Il blu, il secondo colore, evidenzia il problema principale e indica una decisa necessità di calmare. È una ulteriore conferma dell’esistenza di una infiammazione, causa del prurito, quantomeno a livello locale. Il blu, inoltre, spiegò Paula, è anche associato al chakra della gola, alla comunicazione; evidenzia una certa difficoltà nell’esprimere le proprie emozioni, le proprie ragioni.

Infine l’arancione, il terzo colore, che sostiene e precisa le indicazioni del secondo colore, agisce sull’apparato digerente e rafforza il sistema linfatico. L’arancione poi unisce le proprietà di analisi del giallo con l’effetto stimolante del rosso, in un fermento creativo, pratico e efficace, con veri e propri effetti anti-depressivi.

Le indicazioni erano quindi molto chiare e, come al solito, perfettamente corrispondenti alle sue necessità.
Paula quindi, molto rapidamente, preparò per lui la giusta cura che il Chroma Test suggeriva.
Un siero giallo dagli effetti depurativi e detossinanti, un olio blu per calmare il prurito e il profumo arancione, forte stimolante della creatività personale, da annusare tutti i giorni.
Paula precisò anche che quando avrebbe usato l’olio blu avrebbe dovuto spruzzarne sempre un poco anche sul collo. “Così forse finalmente imparerai a dire ciò che pensi veramente – disse Paula con aria quasi di rimprovero.
Forse è meglio di no – pensò in silenzio Bob mentre Paula continuò con il dire cose della sua pelle che proprio non gli interessavano.
Attingeva a piene mani dal suo collegamento con Wikipedia, parlando di aromaterapia e di sistema mente-corpo, citando, tra l’altro, studi di Obermayer del secolo scorso, ricerche che già nel lontano 1955 avevano collegato diverse dermatosi, tra cui anche l’acne, con elementi psichici e umorali.
Paula inoltre gli spiegò come la terapia avrebbe agito a livello topico, riducendo l’irritazione e il prurito, grazie agli ingredienti più attivi dei diversi preparati, oli essenziali naturali e puri quali la Camomilla, ricca di bisabololo e camazulene, l’Incenso, la Lavanda e molte altre cose che Bob non ascoltò.
Quando cominciava a dispensare tutte le sue conoscenze poteva continuare a parlare senza fermarsi per ore e ore. Decisamente insopportabile!

Bob era sempre più sicuro che si meritava di meglio.
E così ripensò ad Anna e ai molti momenti passati a desiderarla: era il suo sogno.
Forse era davvero arrivato il momento di terminare Paula e darsi da fare seriamente per Anna.
Forse non era così irraggiungibile, anche se certo non era un obiettivo facile.

ANNA era un Advanced Natural Netdroid Assistant, una sventola da 100.000 bitcoin, il più sofisticato androide personale per l’assistenza medica, domestica e di segreteria sul mercato. Usava complessi algoritmi di intelligenza artificiale basati sull’interconnessione di oltre un milione di bio-processori, appartenenti ad altrettanti dispositivi sparsi per tutto il pianeta.
Un vero e proprio network neurale, forse persino capace di relazionarsi, bidirezionalmente, con il campo morfogenetico umano e, in senso più ampio, con il campo unificato!
Basta pensare che Anna, addirittura, eseguiva il Chroma test con il supporto di una analisi della vibrazione quantistica derivata dalle risposte emotive.

Niente a che vedere con PAULA, ovvero un Personal Assistant Universal (Limited Assets), un Assistente Personale di tipo universale, non specifico, oltretutto nella versione meno completa, dalle caratteristiche più limitate. Buona giusto per il pronto soccorso, per i lavori domestici e i compiti più semplici.
Un modello ormai ampiamente superato!

Anna invece, oltre a poter sintetizzare una gamma pressochè infinita di sieri, oli e vari preparati per l’aromaterapia e per altre centinaia di protocolli di trattamento di ogni tipo, includeva persino una delle ultime versioni del chip CHR BioTech 9000! Si trattava di un generatore di onde elettromagnetiche per applicazioni di cromoterapia e onde Alpha, la ben nota metodica brevettata dalla ISHI quasi cinquant’anni prima e che, da qualche tempo ormai, i droidi più sofisticati montavano di serie per la cura di un’ampia gamma di disturbi psicosomatici e per programmi di ricalibrazione personale.
Proprio quello di cui lui aveva bisogno, altro che Paula.
“Peccato che, per ora, non mi possa permettere di meglio”, pensò sottovoce Bob.
“Comunque – continuò – prima o poi mi deciderò a terminarla, anche se non credo che sarà oggi”.

Richard Château